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Era stato eletto come l’uomo del popolo, contro l’establishment. Nelle intenzioni del suo elettore medio, lui era quello che avrebbe permesso all’America popolare (rigorosamente bianca) di potersi vendicare di Wall Street, territorio della Clinton.

Col senno di poi, tutto ciò sembra follia. Sembra incredibile pensare che un uomo che ha fatto della presa per i fondelli del popolo americano sia stato considerato come l’eroe che lotta contro le banche d’investimento.

Eppure che lui fosse proprio uno di Wall Street non era una cosa così oscura. E la sua arroganza con la quale è arrivato addirittura a deridere l’intelligenza dell’elettore americano, arrivando a sostenere che la disoccupazione del 4.6% lasciata da Obama “potrebbe essere anche il 42%”, ha pagato. Sulle motivazioni della sua elezione si è detto tanto, non c’è bisogno di ripetersi.

Tuttavia, una volta eletto, Trump ha messo da parte la sua finta attenzione verso il popolo e si è rilevato per quello che è. La legge di bilancio è un salasso per i più poveri. Il taglio dei servizi sarà drammatico e colpirà quelli che lo hanno votato (il tutto per un muro che non serve a nessuno se non per prendere consensi tra coloro a cui nel frattempo sta eliminando i servizi più basilari).

La legge che avrebbe dovuto eliminare l’ObamaCare (poi ritirata ancora prima di arrivare in Congresso, poichè avrebbe comportato una clamorosa sconfitta politica) aveva le stesse linee guida: eliminare l’accesso alla sanità a milioni di Americani e garantire un risparmio fino a 29mila dollari l’anno per le classi più abbienti.

Praticamente un Robin Hood al contrario.

The Donald, però, deve ancora giocarsi, a mio modo di vedere, la carta più importante. Era l’uomo contro Wall Street, si era detto. Ma il suo esecutivo è composto (oltre che da qualche nazista) principalmente da ex-membri della stessa Wall Street e le politiche che ne conseguono vanno di conseguenza.

Ecco dunque che la vera faccia del neoliberista si sprigiona e ciò che ci si aspettava dall’inizio diventa realtà. Trump ha già promesso che eliminerà il Dodd Frank Act, firmando due ordini esecutivi che mirano a dare inizio alla procedura del cambio di legge.

Che cos’è il Dodd Frank Act?

Essa è una legge del 2010, voluta da Obama, la quale mira ad impedire il ripetersi di una crisi finanziaria, ponendo sotto ferrei controlli fondi speculativi e banche di investimento.

Tra questi, l’impossibilità di svolgere proprietary trading, oltre a regole rigide a protezione del debitore (che deve essere obbligatoriamente informato sui prodotti che acquista) e altre, estremamente rilevanti, per quanto concerne l’emissione di obbligazioni.

Altre previsioni riguardano un ferreo controllo da parte del SEC sui fondi speculativi e di Private Equity, oltre che sulle agenzie di rating, ritenute anch’esse responsabili di quanto accadde quasi 10 anni fa, quando Lehman fallì nonostante avesse ancora un rating pari ad AAA.

In buona sostanza, la Dodd Frank ha limitato fortemente la possibilità di una gestione perversa degli istituti finanziari americani ed oggi, se sono le banche europee ad essere in crisi, un motivo forse esiste.

Inoltre, checchè ne dica Trump o chi per lui, la legge non ha avuto un impatto rilevante sull’emissione di mutui, con un’economia americana in piena salute (ma non per Trump), tanto da spingere la FED ad effettuare numerosi rialzi ai tassi nei prossimi due anni.

Insomma, un no-sense economico e finanziario, la cui unica spiegazione è fare un favore agli amici di sempre, liberandoli dai vincoli della SEC, con cui non si scherza affatto. Un ennesimo atto contro i suoi stessi elettori dunque, che nuovamente si potrebbero trovare nella stessa identica situazione ante-2008, dove era normale comprare una casa senza avere i soldi per farlo.

Nel frattempo JP Morgan (ma anche Goldman e le altre) arriva ai massimi storici della sua capitalizzazione di mercato. Ma da questo, nessun bianco razzista delle lande del Texas ne trarrà beneficio. Al massimo si ritroverà a dover pagare di tasca propria qualora diventi nuovamente impossibile svolgere i necessari controlli su chi è “Too Big to fail”.

Federico.

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