Giornata di festa in quel di Pontida, Salvini esulta (“Noi con Salvini” un po’ meno), sostenendo che questa sia la vittoria “del popolo contro i poteri forti”. Provvediamo dunque ad aggiornare la definizione di “terrone” come sinonimo di “uomo dei poteri forti”. Grazie Matteo.

In effetti il buon Matteo nazionale fa bene ad essere felice. Fare campagna elettorale sfruttando soldi pubblici in questa maniera è un colpo da maestro. Bravo lui, bravi loro.

E dopotutto si sentiva la mancanza del Salvini anti-terrone, quello legato ai valori storici della Lega, quello del 2012, che voleva l’Euro a Milano, ma non al Sud, “perchè Milano è Europa mentre lì si devono fare una moneta loro“. Quello degli insulti ai napoletani colerosi che non si lavano (che poi dai, quella era una battuta simpatica).

Il buon Matteo ed il suo trasformismo, che lo hanno portato da essere un dichiarato comunista a diventare la massima rappresentazione della destra populista italiana sono la principale causa della fine del sogno della Lega. Chi ancora sognava (e sogna) un’Italia libera dagli aiuti di Stato al Sud ancor prima che agli immigrati (terroni alla seconda), si rassegni: è tutto finito.

Salvini è pronto per il grande salto, o almeno lui crede di esserlo. E per vincere a livello nazionale, non potrà mai dar seguito alle parole annunciate in questi giorni, a favore di Lombardia e Veneto. “Autonomia” sulla carta si (forse), ma che all’atto pratico si traduce in un nulla di fatto.

Esattamente come un referendum consultivo non ha alcun valore vincolante dal punto di vista legale e che quindi altro non è che carta da culo, spacciata pure per un qualcosa di effettivamente rivoluzionario, che cambierà le sorti di Lombardia e Veneto.

È dunque la fine del sogno leghista, degli amanti dei cappelli con le corna, dalla faccia un po’ sfigata e con una passione smodata per i rituali nelle acque del Po.

Eppure il progetto politico sembrava essere legittimo. Lombardia, Veneto ed in generale tutto il Nord Italia hanno un residuo fiscale positivo, il che vuol dire che il Nord del Paese sorregge e continua a sorreggere il Sud. Lo fa persino la mia terra, la Liguria, nonostante sia la regione più vecchia d’Europa. Dunque, la tematica andrebbe affrontata, seriamente, perchè rappresenta un dibattito che non può più essere rimandato, vista e considerata l’evidente incapacità del Paese di convertire il sostegno settentrionale in ricchezza reale per il Sud, come è stato fatto per la Germania Est, ad esempio.

È (sarebbe) una delle radici su cui basare il futuro sviluppo competitivo del Paese, che non può più fare finta di niente ora che l’Europa ci tiene gli occhi addosso.

E invece l’unica utilità di questa tematica è stata quella di garantire una campagna elettorale da 50 milioni di euro alla Lega, coi soldi degli italiani. Ma di campagne elettorali non si campa nel lungo termine ed i sogni dei teorici del Sole delle Alpi sono ormai un ricordo.

Tutto questo a causa di un solo (ex) comunista. Matteo Salvini.

Federico.

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